A Cultura pela Não Contenção da Pessoa Idosa: um Pouco de História a Partir do Movimento Deflagrado por Franco Basaglia

 

Através do texto que estamos trazendo hoje, o nosso colaborador Fabio Cimador, apresenta uma linha do tempo que retoma fatos históricos relacionados ao médico Franco Basaglia e suas conexões com o movimento da Psiquiatria Democrática e com o desenvolvimento ideológico do sistema sanitário atual da cidade de Trieste na Itália.

Esta é uma introdução que contextualiza o surgimento posterior de um movimento de luta radical naquela cidade pela abolição do uso de meios de contenção física farmacológica ou ambiental nas pessoas mais frágeis e vulneráveis e nas pessoas idosas.

Assim como as pessoas que apresentam transtornos de ordem mental, os indivíduos idosos também têm sido històricamente vulneráveis à aplicação de diversas modalidades de contenção, seja sob a argumentação de proteção ou redução de riscos, seja por práticas equivocadas, negligentes ou relacionadas aos maus tratos.

A ideologia concretizada por Basaglia tem uma essência libertadora, desfocando a atenção assistencial sanitária da “doença” e da visão mais positivista e dominadora, para refocá-la sobre a subjetividade da pessoa considerada “doente”, em sua centralidade e em seu protagonismo.

Fazer um paralelo entre a loucura e a demência ou entre o hospício e o asilo é inevitável, assim como, entre a sociedade que busca incessantemente a cura dos “diferentes” e aquela que se dispõe a lhes devolver a própria voz.

Entretanto, se os manicômios estiveram historicamente vinculados de algum modo a uma determinada prática biomédica, os asilos para idosos se relacionaram ao longo de séculos à filantropia, ao assistencialismo e a um trabalho intuitivo ou voluntário, o que gerou uma desconexão ainda maior e mais retardatária com o universo do pensamento mais crítico.

Reconectando estes dois caminhos de maneira peculiar, e a partir deste espírito ideológico, humanista, científico, e político, alguns anos depois do processo histórico demarcado por Franco Basaglia, Trieste se tornou a primeira cidade a receber o titulo de “Cidade Livre de Contenção”.

 

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Apresentamos a seguir o texto original do autor em Italiano e em seqüência, uma versão traduzida para o Português.

 

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TRIESTE – ITALIA

DALLA RIVOLUZIONE CULTURALE DI FRANCO BASAGLIA PER LA CHIUSURA DEI MANICOMI PSICHIATRICI (1977) ALL’ ABOLIZIONE DELLA PRATICA DELLA CONTENZIONE FISICA, MECCANICA E FARMACOLOGICA NEI CONFRONTI DEGLI ANZIANI E PERSONE FRAGILI (2013)

Prima parte: La storia di Basaglia

 

Franco Basaglia nasce a Venezia l’11 marzo 1924, da una famiglia agiata secondo di tre figli, trascorre un'adolescenza tranquilla e agiata.

Dopo aver conseguito la maturità classica nel 1943 si iscrive alla facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Padova. Durante gli studi universitari frequenta un gruppo di studenti antifascisti. In seguito al tradimento di uno di loro, Basaglia viene arrestato e detenuto per sei mesi, fino alla fine della guerra.

Questa esperienza lo segna profondamente e lo stesso rievoca anni dopo parlando del suo ingresso in un’altra istituzione chiusa: il manicomio. Nel 1949 consegue la laurea. In questo periodo si dedica ai classici dell'esistenzialismo: Sartre, Maurice Merleau-Ponty, Husserl e Heidegger. Nel 1953 si specializza in Malattie nervose e mentali presso la clinica neuropsichiatrica di Padova. Lo stesso anno sposa Franca Ongaro che gli darà due figli e sarà coautrice col marito di alcune opere sulla psichiatria ed entrerà in Parlamento con la Sinistra Indipendente.

Già durante gli anni di studio universitario e di specializzazione in neuropsichiatria presso l'Ateneo padovano, Basaglia tenta di integrare la rigida impostazione medica di matrice positivista, con un nuovo approccio filosofico di stampo fenomenologico-esistenziale. Egli è alla ricerca di nuovi strumenti di validazione funzionali alla nuova idea psichiatrica che gradualmente sta maturando in lui proprio grazie alle letture filosofiche.

Nel 1958 Basaglia ottiene la libera docenza in psichiatria. Per le sue idee innovative e rivoluzionarie non viene bene accolto in ambito accademico, cosicché nel 1961 viene invitato a rinunciare alla carriera universitaria e di trasferirsi a Gorizia per dirigere l'ospedale psichiatrico della città. Si tratta di un esilio professionale dovuto soprattutto alle scelte politiche e scientifiche.

L'impatto con la realtà del manicomio è durissimo. Teoricamente si avvicina alle correnti psichiatriche di ispirazione fenomenologica ed esistenziale (Karl Jaspers, Eugéne Minkowski, Ludwig Binswanger), ma anche a Michel Foucault e Erving Goffman per la critica all'istituzione psichiatrica. Nel 1969 entra in contatto con Giorgio Antonucci, che lavora nell'ospedale diretto da Basaglia.

 

A Gorizia, dopo alcuni soggiorni all'estero (fra cui la visita alla comunità terapeutica di Maxwell Jones), avvia nel 1962, insieme ad Antonio Slavich, la prima esperienza anti-istituzionale nell'ambito della cura dei malati di mente.

In particolare, egli tenta di trasferire il modello della COMUNITA’ TERAPEUTICHE al fine di riabilitare il malato all'interno dell'ospedale e inizia una vera e propria rivoluzione.

Coadiuvato da giovani psichiatri si eliminano tutti i tipi di contenzione fisica, vengono eliminate le casacche manicomiali, lasciò ai malati i propri vestiti, chiamò una parrucchiera per sistemare i capelli delle donne, concesse piccole libertà di movimento all’interno dell’istituto, vietò l’uso della campana a morto per ogni decesso, pretese che il malato non fosse un numero, tutti dovevano essere chiamati per nome, cade la separazione coatta fra uomini e donne degenti, la vita comunitaria dell’ospedale si arricchisce di feste, gite, pretese che il personale salutasse e parlasse con i degenti e introdusse l’usanza delle assemblee dei grup                                                                                                          pi di malati per restituire loro la voce.

Grazie alle modifiche i suicidi diminuirono e Basaglia comprese l’importanza di studiare l’ambiente in cui il malato era vissuto ed aveva contratto il male tralasciando in un primo momento lo studio del malato

Sollecitò le visite dei parenti e contestò la tecnica degli strumenti psichiatrici specialmente le tecniche da schock.

Fu l'inizio di una riflessione sociopolitica sulla trasformazione dell'ospedale psichiatrico e di ulteriori esperienze di rinnovamento nel trattamento della follia, alternative anche alla esperienza di Gorizia. Nel 1968 pubblica “L'istituzione negata”. Rapporto da un ospedale psichiatrico, dove racconta al grande pubblico l'esperienza di Gorizia denunciando a livello internazionale l’alienante realtà. Quest'ultima si rivela un'opera di grande successo editoriale e divenuto un libro simbolo per la psichiatria.

In questi anni Basaglia accresce anche la sua attività scientifica e intellettuale partecipando in prima persona a vari congressi internazionali di neurologia e psichiatria. Tra i più importanti menzioniamo il Congresso Internazionale di Psicoterapia a Wiesbaden. Nel 1962 al VII Congresso di Psicoterapia a Londra. Nel 1964, nello stesso anno al I Congresso Internazionale di Psichiatria Sociale a Londra presente con la delegazione italiana illustra “La distruzione dell’ospedale psichiatrico come luogo di istituzionalizzazione” che spiega la metodologia che viene applicata alla realtà di Gorizia e successivamente a Trieste. Nel 1965 collabora al “Journal of Existentialism” di New York. Nel 1967 cura il volume “Che cos’è la psichiatria”.

Nel 1969 assieme alla moglie pubblica “Morire di classe”. Nello stesso anno vive un esperienza di sei mesi negli Stati Uniti come visiting professor al Community Mental Health Center del Maimonides Hospital di Brooklyn a New York che gli darà spunto per scrivere “Lettera da New York. Il malato artificiale”.

Una volta rientrato a Gorizia con sentimenti contrapposti, nel 1969 lascia la guida dell’ospedale psichiatrico in seguito alle resistenze opposte gli dall’amministrazione locale per attuare un assistenza psichiatrica sul territorio. Si reca quindi su invito di Mario Tommasini, coraggioso assessore alla sanità della Provincia di Parma, a dirigere l’ospedale psichiatrico di Colorno. Nonostante le assicurazioni dell’assessore su un suo pieno appoggio alle riforme basagliane anche qui si vede ostacolato dalla giunta di sinistra di Parma che non intende esporsi per non creare conflitti politici e economici all’interno della realtà locale. Di quel periodo è “La maggioranza deviante” che tratta l’ideologia del controllo sociale totale. Dal 1971 al 1972 è incaricato all’insegnamento di igiene mentale presso la Facoltà di magistero dell’Università di Parma.

Nell’estate del 1971 Basaglia vince il concorso per la direzione dell’ospedale psichiatrico di Trieste, accetta subito perché gli viene garantita la possibilità di fare tutte le scelte che ritiene più opportune. Questa è la svolta decisiva. 

 

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Trieste, affacciata sull'omonimo golfo nella parte più settentrionale e orientale dell'Alto Adriatico, si colloca fra la penisola italiana e la penisola istriana, distante qualche chilometro dal confine con la Slovenia.

Il territorio cittadino è occupato prevalentemente da un pendio collinare che diventa montagna anche nelle zone limitrofe all'abitato; si trova ai piedi di un'imponente scarpata che dall'altopiano del Carso a 458 metri sul livello del mare, digrada bruscamente verso il mare. Il comune di Trieste è diviso in varie zone climatiche a seconda della distanza dal mare o dell'altitudine.

La società triestina diede vita ad una comunità multi etnica come poche in Europa, offrendo ospitalità a culti religiosi e a letterati come Italo Svevo, Reiner Maria Rilke, James Joyce.

Grazie al suo stato privilegiato di unico porto commerciale di una certa importanza dell'Austria, Trieste, mantenne sempre, nei secoli, i legami culturali e linguistici con l'Italia. Infatti, nonostante la lingua ufficiale della burocrazia fosse il tedesco, l'italiano (o meglio un suo dialetto) era la lingua più parlata dagli abitanti e veniva usata nelle riunioni del consiglio comunale.

Ma, i triestini, sensibili ai movimenti irredentisti, (con questo termine si indica l'aspirazione di un popolo a completare la propria unità territoriale nazionale acquisendo terre soggette al dominio straniero - terre irredente - sulle basi di teorie di un'identità etnica o di un precedente possesso storico vero o presunto), che percorrevano l'Europa aderirono alle imprese garibaldine e alle guerre risorgimentali e, alla fine della prima guerra mondiale, la città tornò italiana.

Purtroppo la Seconda Guerra Mondiale portò nuove tragedie: l’Italia perse la guerra e Trieste fu invasa dalle truppe jugoslave di Tito e migliaia di italiani contrari al regime furono uccisi (stragi delle foibe – cavità carsiche utilizzate come fosse comuni). Solo l’intervento degli alleati anglo-americani spezzò l’incubo per la città di Trieste.

Il 4 novembre 1954 la città divenne capoluogo del Friuli Venezia Giulia con il passaggio dei poteri dall’amministrazione alleata anglo-americana a quella italiana.

La ripresa dopo la guerra fu faticosa e molto difficile e solo negli ultimi vent’anni Trieste è riuscita a diventare Capitale della Scienza e della Ricerca in Italia ospitando uno dei parchi tecnologici più grandi d’Europa, dando lavoro a migliaia di giovani.

 

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Nell’esta del 1971 presso l’ospedale psichiatrico di Trieste erano ricoverate 1182 persone,840 delle quali in regime coatto. L’amministrazione è affidata alla Provincia il cui Presidente era Michele Zanetti appoggiato da una giunta di centro-sinistra, il quale appoggia completamente l’ideologia innovativa di Basagliae dai suoi.

Nell’ambiente triestino Basaglia ritrova l’entusiasmo e crea all’interno dell’ospedale psichiatrico, laboratori di pittura e di teatro. Ma si rende immediatamente conto che tutto ciò fatto finora è riduttivo chiede quindi costruire una sua equipe e presenta un drastico ridimensionamento dell’ospedale attraverso l’apertura e la riorganizzazione dei reparti.

Si tratta quindi di spezzare l’isolamento del manicomio rispetto alla città per lavorare con un’immediata proiezione sul territorio. L’esperienze precedenti di Gorizia e Parma gli fanno capire che non sono più sufficienti le Comunità Terapeutiche ma di un progetto politico ben preciso che non si fermi alla bonifica umanitaria del manicomio, né alla semplice trasformazione delle sue dinamiche di funzionamento interno, ma mette in discussione la persistenza stessa dell’istituzione locale. Il progetto è ambizioso sembra quasi irraggiungibile ma Trieste è un territorio adatto al suo grande sogno….la chiusura del manicomio.

Per poterlo realizzare bisogna creare prima una rete territoriale in grado di accogliere le persone dimesse dal manicomio, che provvedano alle necessità di assistenza e fermino il flusso di nuovi ricoveri. Nel 1973, un altro passo avanti viene fatto attraverso il riconoscimento giuridico della Cooperativa Lavoratori Uniti, prima esperienza di organizzazione lavorativa, che coinvolge i degenti dell’ospedale psichiatrico e successivamente gli utenti dei servizi di salute mentale.

Sempre nello stesso anno Trieste viene riconosciuta come “zona pilota” per l’Italia nella ricerca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sui servizi di salute mentale in Europa. Sempre nel 1973 fonda con l’aiuto di altri collaboratori “Psichiatria Democratica” dove vengono messe a confronto varie esperienze di psichiatri alternativi italiani. Il primo convegno “La pratica della follia”, si tiene a Gorizia nel 1974 e segna il collegamento fra il movimento antiistituzionale e le forze politiche e sindacali di sinistra.

Nel 1975 Basaglia assieme alla moglie cura “Crimini di Pace”. Questo anno segna anche l’apertura dei primi centri di salute mentale sul territorio. Nello stesso anno si svolgono l’elezioni politiche che portano un indebolimento della giunta di centro-sinistra peggiorando il clima politico per l’esperienza del superamento del manicomio. La situazione si aggrava a tal punto da portare alle dimissioni della giunta di centro-sinistra. Ma i tempi erano maturi e Basaglia insieme a Zanetti annunciano entro il 1977 la chiusura definitiva del manicômio. 

 

Il 13 maggio 1978 viene approvata in Parlamento Italiano la legge 180 di riforma psichiatrica, che si ispira alle esperienze di superamento dell’ospedale psichiatrico sviluppatesi in Italia a partire degli anni sessanta. Approvata quasi all’unanimità, la legge 180 detta Legge Basaglia dovrà affrontare grandi difficoltà per l’attuazione.

Nel 1979, affronta due importantissimi viaggi in Brasile, da San Paolo a Belo Horizonte, passando per Rio de Janeiro. Davanti a un pubblico composto non solo da psichiatri, psicologhi, assistenti sociali, infermieri ma anche da politici, sindacalisti, professori, studenti, gente comune, tiene una serie di conferenze che vengono raccolte nel volume “Conferenze Brasiliane”.

Nel novembre dello stesso anno lascia la direzione di Trieste a Franco Rotelli che successivamente sarà chiamato come responsabile dell’Azienda Sanitaria Triestina, e si trasferisce a Roma, dove assume l'incarico di coordinatore dei servizi psichiatrici della Regione Lazio.

Nella primavera del 1980 si manifestano i primi sintomi di un tumore al cervello, che in pochi mesi lo porterà alla morte, avvenuta il 29 agosto 1980 nella sua casa di Venezia. A distanza di 30 anni, benché sia stata più volte oggetto di discussione e di tentativi di revisione, la legge 180 è ancora in vigore e regola l'assistenza psichiatrica in Italia.

La psichiatria, che non ha compreso i sintomi della malattia mentale, deve cessare di giocare un ruolo nel processo di esclusione del "malato mentale", voluto da un sistema ideologico convinto di poter negare e annullare le proprie contraddizioni, allontanandole da sé ed emarginandole.

http://www.youtube.com/watch?v=_Zox0vp0K9s (in English)

 

Da questa storia di vita è iniziata la battaglia che ha portato Trieste a dichiararsi “ Città libera da contenzione” nel dicembre 2013.

https://triesteliberadacontenzione.wordpress.com/2013/11/27/67/

 

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Fabio Cimador

Trieste, Italia, 12 Nov. 2014

Coordinatore dell’ Unità Anziani del Distretto n. 1 - Azienda per l'Assistenza Sanitaria n. 1 - Triestina

Gestione della qualità nelle case di cura e degli istituti di ricovero a lungo termine.

 

Membro della Commissione contro la lotta alla contenzione fisica, meccanica e farmacologica dell’Azienda Sanitaria n, 1 Triestina.

Docente ed insegnante presso istituti che formano operatori sanitari  - ENAIP TRIESTE - Italia

 

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TRIESTE – ITÁLIA

DA REVOLUÇÃO CULTURAL DE FRANCO BASAGLIA PARA O FECHAMENTO DOS MANICÔMIOS PSIQUIÁTRICOS (1977) À COMPARAÇÃO COM A ABOLIÇÃO DA PRÁTICA DA CONTENÇÃO FÍSICA, MECANICA E FARMACOLÓGICA DE IDOSOS E PESSOAS FRÁGEIS (2013).      

Primeira Parte: A história de Basaglia

 

Franco Basaglia nasceu em Veneza em 11 de Março de 1924, em uma família abastada, sendo o segundo de três filhos. Viveu uma adolescência rica e tranqüila.

Depois de concluir o ensino médio em 1943, entrou para a faculdade de medicina e cirurgia na Universidade de Pádua. Enquanto estava na universidade, ele participou de um grupo de estudantes antifascistas. Após a traição de um deles, Basaglia foi detido e preso por seis meses, até o fim da guerra.

Esta experiência marcou-o profundamente e esta sensação é novamente evocada alguns anos após, quando ingressa em outra instituição fechada: o manicômio. Em 1949 ele se formou. Neste período, dedicou-se aos clássicos do existencialismo: Sartre, Maurice Merleau-Ponty, Husserl e Heidegger. Em 1953, se especializa em doenças nervosas e mentais na clínica neuropsiquiátrica de Pádua. No mesmo ano ele se casa com Franca Ongaro que lhe dará dois filhos e é co-autora com o marido de algumas obras em psiquiatria, e ainda entra no Parlamento com a Esquerda Independente.

Ainda durante os anos de estudos universitários e especialização em neuropsiquiatria da Universidade de Pádua, Basaglia tentar integrar a definição rígida de matriz médica positivista, com uma nova abordagem filosófica de moldagem fenomenológico-existencial. Ele está à procura de novas ferramentas de validação funcional para a nova idéia psiquiátrica que está gradativamente amadurecendo nele, graças às leituras filosóficas.

Em 1958 Basaglia obtém a qualificação de livre docente em psiquiatria. Por suas idéias inovadoras e revolucionárias não é bem recebido no meio acadêmico, de modo que, em 1961, foi convidado a desistir de carreira da faculdade e se mudar para Gorizia para dirigir o hospital psiquiátrico na cidade. É um exílio profissional, devido principalmente às suas escolhas políticas e científicas.

O impacto com a realidade do manicômio é muito difícil. Teoricamente ele se aproxima das correntes psiquiátricas de inspiração fenomenológica e existencial (Karl Jaspers, Eugène Minkowski, Ludwig Binswanger), mas também de Michel Foucault e Erving Goffman quanto à sua crítica à instituição psiquiátrica. Em 1969, ele entrou em contato com Giorgio Antonucci, que trabalha no hospital dirigido por Basaglia.

Em Gorizia, após ter passado várias temporadas no exterior (incluindo uma visita feita à comunidade terapêutica de Maxwell Jones), inicia junto com Antonio Slavich em 1962 a primeira experiência anti-institucional para o cuidado dos doentes mentais.

Pessoalmente, ele tenta transferir o modelo das COMUNIDADES TERAPÊUTICAS, a fim de reabilitar o paciente dentro do hospital, iniciando assim, uma verdadeira revolução particular.

Com a ajuda de jovens psiquiatras são eliminados todos os tipos de contenção física, são eliminados os uniformes manicomiais, permite-se que os pacientes usem as suas próprias roupas, é chamado um cabeleireiro para arrumar o cabelo das mulheres, são concedidas pequenas liberdades de circulação no interior da instituição, proíbe-se o uso do toque de sino de morte para cada óbito, reivindica-se que o paciente não seja um número, todos tinham que ser chamados pelo seu nome, cai a separação forçada entre os pacientes homens e mulheres, a vida da comunidade hospitalar é enriquecida com festas e passeios, pede-se que a equipe cumprimente e converse com os pacientes e são introduzidas as assembléias de pacientes para que lhes seja restituída a sua voz.

Graças a essas mudanças o número de suicídios diminuiu e Basaglia compreendeu a importância de estudar o ambiente em que o paciente tinha vivido e tinha contraído o seu transtorno mental, abandonando em um primeiro momento o estudo do doente.

Solicitou as visitas dos familiares e contestou as técnicas dos instrumentos psiquiátricos, especialmente a técnica do choque.

Era o início de uma reflexão sócio-política sobre a transformação do hospital psiquiátrico e das experiências posteriores de renovação no tratamento da loucura, alternativas inclusive à experiência de Gorizia. Em 1968, ele publicou "A Instituição Negada". Relatório de um hospital psiquiátrico, onde ele conta ao público a experiência de Gorizia denunciando internacionalmente a realidade alienante. Este último revela-se uma obra de grande sucesso editorial e se torna um livro simbólico para a psiquiatria.

Naqueles anos Basaglia também aumenta a sua atividade científica e intelectual participando pessoalmente de vários congressos internacionais de neurologia e psiquiatria. Entre os mais importantes podemos citar o Congresso Internacional de Psicoterapia em Wiesbaden. Em 1962, o VII Congresso da Psicoterapia em Londres. Em 1964, no mesmo ano, no Congresso Internacional de Psiquiatria Social, em Londres, onde juntamente com a delegação italiana discute "A destruição do hospital psiquiátrico como um lugar de institucionalização" que explica a metodologia que é aplicada à realidade de Gorizia e, em seguida, em Trieste. Em 1965, colabora no "Journal of Existencialism" de Nova York. Em 1967, cuida do volume "O que é a psiquiatria".

Em 1969, junto com sua esposa publicou “Morire di classe”. No mesmo ano ele vive uma experiência de seis meses nos Estados Unidos como professor visitante no Centro de Saúde Mental Comunitária do Hospital Maimonides, no Brooklyn, em Nova York, que lhe dará inspiração para escrever "Carta de Nova York. O doente artificial.”

Uma vez de volta a Gorizia e com sentimentos conflitantes, em 1969 ele deixa a direção do hospital psiquiátrico em resposta à resistência oferecida pelo governo local para implementar um cuidado em saúde mental na comunidade.  Então vai dirigir o hospital psiquiátrico em Colorno a convite de Mario Tommasini, um acessor corajoso do Departamento de Saúde da Província de Parma. Apesar das garantias de um vereador e do seu total apoio às reformas basaglianas aqui também são encontrados obstáculos apresentados pela junta de esquerda de Parma que não pretende se expor para não criar conflitos políticos e econômicos dentro da realidade local. É daquele período "A Maioria Desviante" que fala sobre a ideologia do controle social total. De 1971 a 1972, ele foi nomeado para o ensino de saúde mental na Faculdade de Magistério da Universidade de Parma.

No verão de 1971 Basaglia vence o concurso para a direção do hospital psiquiátrico em Trieste, e aceita imediatamente porque lhe é dada a oportunidade de tomar todas as decisões que considere adequadas. Este é o ponto decisivo de virada.

 

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Trieste situa-se de frente para o golfo homônimo na parte nordeste do mar Adriático entre a península italiana e a península da Ístria, que fica a poucos quilômetros da fronteira com a Eslovênia.

O território da cidade é ocupado principalmente por uma encosta que se transforma em montanha alcançando as últimas regiões habitadas nas proximidades; está localizado no sopé de uma falésia imponente que parte do planalto do Carso de uma altitude de 458 metros acima do nível do mar, descendo bruscamente em direção ao mar. A cidade de Trieste é dividida em diferentes zonas climáticas em função da distância do mar ou da altitude local. 

A sociedade Triestina deu vida a uma comunidade multi-étnica igual a poucas na Europa, oferecendo hospitalidade a diversos cultos religiosos e a escritores como Italo Svevo, Reiner Maria Rilke, James Joyce.

Graças ao estado privilegiado de ser o único porto comercial de certa importância da Áustria, Trieste mantinha ao longo dos séculos os laços culturais e linguísticos com a Itália. Na verdade, embora a língua oficial da burocracia fosse o alemão, o italiano (ou melhor, um dos seus dialetos), era a língua mais falada pelos habitantes e era utilizada nas reuniões do conselho da cidade.

Mas, os Triestinos, eram sensíveis aos movimentos irredentistas, (este termo indica a aspiração de um povo para completar a sua própria unidade territorial nacional incorporando as terras sujeitas ao domínio estrangeiro – terras não resgatadas – sob a base das teorias da identidade étnica ou de uma posse anterior seja ela real ou historicamente presumida), que se disseminavam na Europa aderindo aos movimentos de Garibaldi e às guerras do Ressurgimento, e, no final da Primeira Guerra Mundial, a cidade se tornou italiana.

Infelizmente, a Segunda Guerra Mundial trouxe novas tragédias: a Itália perdeu a guerra, Trieste foi invadida pelas tropas Iugoslavas de Tito e milhares de italianos que se opunham ao regime foram mortos (os massacres em buracos - cavernas do Carso utilizadas como sepulturas em massa). Foi somente após a intervenção das forças aliadas anglo-americanas que o pesadelo da cidade de Trieste terminou.

Em 04 de novembro de 1954 a cidade se tornou a capital do Friuli Venezia Giulia com a transferência do poder administrativo dos aliados anglo-americanos para a administração italiana.

A recuperação após a guerra foi muito dura e difícil e foi somente nos últimos vinte anos que Trieste conseguiu tornar-se a capital da Ciência e da Investigação na Itália, passando a hospedar um dos maiores parques tecnológicos da Europa e gerando empregos para milhares de jovens.

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No verão de 1971 no hospital psiquiátrico de Trieste havia 1.182 pessoas internadas, das quais, 840 encontravam-se aprisionadas sob regime fechado. A administração do hospital pertencia à Província presidida à época por Michele Zanetti que tinha o apoio da centro-esquerda, o qual apóia inteiramente a ideologia inovadora de Basaglia.

No ambiente triestino Basaglia reencontra o seu entusiasmo e cria dentro do hospital psiquiátrico oficinas de pintura e de teatro. Mas percebe imediatamente que tudo que havia sido feito até agora é visto de forma reducionista, pedindo então para formar a sua própria equipe e apresentando um redimensionamento drástico do hospital através da abertura e da reorganização dos serviços.

Se trata agora, de quebrar o isolamento do manicômio em relação à cidade, para trabalhar com uma projeção imediata para dentro do território da comunidade. As experiências anteriores de Gorizia e Parma fizeram Basaglia compreender que as Comunidades Terapêuticas já não eram mais suficientes, sendo necessário um projeto político bem preciso que não se restringisse a uma recuperação humanitária do asilo nem à simples transformação da sua dinâmica de funcionamento interno, mas que colocasse em discussão a própria manutenção da instituição local.  O projeto é ambicioso e parece quase inatingível, mas Trieste é uma região adequada para a realização do seu grande sonho ...o fechamento do manicômio.

Para que isso aconteça é preciso criar primeiro uma rede regional comunitária que seja capaz de acolher as diversas pessoas que receberão alta do manicômio, que possa atender as suas necessidades assistenciais e agilisar o processo de admissão. Em 1973, é dado mais um passo adiante e isso é feito através do reconhecimento legal da Cooperativa dos Trabalhadores Unidos, uma primeira experiência de organização do trabalho e que envolve concomitantemente os pacientes que tiveram alta do hospital psiquiátrico e os usuários sucessivos dos serviços de saúde mental.

Naquele mesmo ano, Trieste é reconhecida pela Organização Mundial de Saúde como uma "zona piloto" para a Itália na pesquisa sobre os serviços de saúde mental na Europa. Ainda em 1973 ele funda com a ajuda de outros colaboradores a "Psiquiatria Democrática", onde são comparadas as diversas experiências da psiquiatria alternativa italiana. A primeira conferência "A prática da Loucura", é realizada em Gorizia em 1974 e marca a ligação entre o movimento anti-institucional e as forças políticas e sindicais de esquerda.

 Em 1975 Basaglia escreve junto com a sua esposa “Crimes de Paz”. Este ano também marca a abertura dos primeiros centros de saúde mental na comunidade. Naquele mesmo ano acontecem eleições políticas que resultam em enfraquecimento da junta de centro-esquerda piorando o clima político em relação à experiência de superação do manicômio. A situação se agrava a ponto de levar à demissão do conselho de administração da centro-esquerda. Mas os tempos já eram maduros e Basaglia juntamente com Zanetti anunciam em 1977 o fechamento definitivo do manicômio.

 

Em 13 de Maio 1978, o Parlamento italiano aprova a Lei 180 da reforma psiquiátrica, que se inspira nas experiências de superação do hospital psiquiátrico desenvolvidas na Itália a partir dos anos sessenta. Aprovada quase por unanimidade, a lei 180, também chamada Lei Basaglia, irá enfrentar grandes dificuldades para a sua implementação.

Em 1979, enfrenta duas viagens importantes para o Brasil, de São Paulo para Belo Horizonte, passando pelo Rio de Janeiro. Em frente de uma platéia composta não só por psiquiatras, psicólogos, assistentes sociais, enfermeiras, mas também por políticos, sindicalistas, professores, estudantes, pessoas comuns, realizou uma série de palestras que são publicadas com o título “Conferências Brasileiras”.

Em novembro do mesmo ano, ele passou a direção de Trieste para Franco Rotelli que mais tarde seria nomeado como chefe da Secretaria de Saúde Triestina, e se muda para Roma, onde foi nomeado coordenador dos serviços psiquiátricos da Região do Lácio.

Na primavera de 1980, apareceram os primeiros sintomas de um tumor no cérebro, que em poucos meses o levaria até a morte em 29 de agosto de 1980 em sua casa em Veneza. Passados 30 anos, embora tenha sido muitas vezes objeto de discussão e de tentativas de revisão, a lei 180 ainda está em vigor e normatiza a assistência psiquiátrica na Itália.

A Psiquiatria, que não conseguiu entender os sintomas da doença mental, deve deixar de desempenhar um papel no processo de exclusão do "doente mental, promovido por um sistema ideológico que acredita ter o poder de negar e anular as suas próprias contradições ao afastando-o de si mesmo e marginalizando-o. 

http://www.youtube.com/watch?v=_Zox0vp0K9s (in English)

 

 

 

A partir desta história de vida começou a batalha que levou Trieste a declarar-se “Cidade Livre de Contenção” em Dezembro de 2013.

https://triesteliberadacontenzione.wordpress.com/2013/11/27/67/

 

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Links Externos Relacionados

 

01-O PENSAMENTO DE FRANCO BASAGLIA E A ESTRUTURAÇÃO DA DESINSTITUCIONALIZAÇÃO NA PSICHIATRIA DEMOCRATICA ITALIANA VISTOS POR UM BRASILEIRO

http://www.pucminas.br/documentos/rinaldo_conde.pdf

 

02- Reforma Psiquiátrica e Epistemologia

http://incubadora.periodicos.ufsc.br/index.php/cbsm/article/download/998/1107

 

03- Os 30 anos da “Lei Basaglia”: aniversário de uma luta

http://www.mnemosine.com.br/ojs/index.php/mnemosine/article/viewFile/131/pdf_118

 

04- Uma aventura no manicômio: a trajetória de Franco Basaglia

http://www.scielo.br/pdf/hcsm/v1n1/a06v01n1.pdf

 

05- PROBLEMATIZANDO A REFORMA PSIQUIÁTRICA BRASILEIRA: A GENEALOGIA DA REABILITAÇÃO PSICOSSOCIAL

http://www.scielo.br/pdf/pe/v15n1/a04v15n1.pdf

 

06-REFORMA PSIQUIÁTRICA À BRASILEIRA: análise sob a perspectiva da desinstitucionalização

http://tede.pucrs.br/tde_arquivos/21/TDE-2008-03-10T075453Z-1049/Publico/398635.pdf

 

07- A NOVA CLÍNICA PSIQUIÁTRICA E A REFORMA DA ASSISTÊNCIA

http://ebp.org.br/wp-content/uploads/2012/08/Francisco_Goyata_A_nova_clinica_psiquiatrica_e_a_reforma_da_assistencia1.pdf

 

08- Reforma Psiquiátrica: Panorama Sócio-histórico, Político e Assistencial.

http://www.redepsi.com.br/2010/11/21/reforma-psiqui-trica-panorama-s-cio-hist-rico-pol-tico-e-assistencial/

 

09-A Reforma Psiquiátrica Brasileira e a Luta Antimanicomial

http://www.sermelhor.com.br/especial/luta_antimanicomial.html

 

10-Fondazione Franca e Franco Basaglia

http://www.fondazionebasaglia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=7&Itemid=6

 

11- Trieste libera dalla contenzione

https://triesteliberadacontenzione.wordpress.com/

 

12- LA CONTENZIONE: PROBLEMI BIOETICI

https://triesteliberadacontenzione.files.wordpress.com/2015/06/la-contenzione-problemi-bioetici.pdf

 

13-Brasile 2014 : Una Triplice Alleanza

https://triesteliberadacontenzione.wordpress.com/2014/11/27/brasile-2014-una-triplice-alleanza/

 

14- Contaminazioni Transcontinentali

https://triesteliberadacontenzione.wordpress.com/2015/04/13/contaminazioni-transcontinentali/

 

 

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